Theosophical University Press Online Edition

La Sorgente Primordiale dell'Occultismo di G. de Purucker


APPENDICI

I – Il Ciclo Precessionale
(The Precessional Cycle)

II – La Potenza del Suono
(The Potency of Sound)

III – Le Quattro Stagioni Sacre
(The Four Sacred Seasons)

IV – H.P.B.

V – I Messaggeri della Loggia —  Le Insignia Maiestatis
(Messengers from the Lodge — The Insignia Majestatis)

VI – Nārada


Appendice I
IL CICLO PRECESSIONALE

Riguardo all'insegnamento occulto sui moti precessionali, i seguenti due diagrammi possono chiarire le vere cause per cui il polo della terra, a motivo della rotazione in senso orario dei segni dello zodiaco intorno ad un asse, compie una rivoluzione completa intorno al polo dell'eclittica durante l'anno zodiacale di 25.920 anni terrestri.

Diagramma I

Diagramma I

Nel Diagramma I il piano del documento indica il piano dell'eclittica (il piano dell'orbita della terra intorno al sole); il grande cerchio mostra questa orbita, e il suo punto centrale è il sole. I quattro cerchi piccoli, ognuno che contiene i segni dello zodiaco nel loro appropriato ordine seriale, rappresentano le quattro posizioni della terra nella sua orbita intorno al sole. Il globo terrestre è rappresentato con i suoi meridiani e paralleli convenzionali, mostrando in prospettiva l'inclinazione dell'asse terrestre verso il piano dell'eclittica, inclinazione o obliquità che attualmente (1936) è uguale a 23° 26' 51" (valore medio): La direzione del movimento della terra intorno al sole è indicata dalle freccette collocate lungo l'orbita; e la direzione dei segni è mostrata dalle freccette collocate lungo la circonferenza dei segni.

Ora, stabiliamo dunque per prima cosa che l'uovo aurico del sistema solare contiene in sé le orbite di tutti i pianeti conosciuti, o meglio, delle catene planetarie, come pure delle altre catene planetarie invisibili che appartengono al nostro sistema solare. Secondo, consideriamo la posizione del polo dell'eclittica come se rimanesse effettivamente stazionaria per immensi periodi di tempo; in realtà, ha i propri movimenti minuscoli ma cumulativi, eppure di questo la moderna astrologia non ne sa niente. Concentriamo la nostra attenzione al tempo che è sulla nostra terra.

L'uovo aurico del globo terrestre è naturalmente il vero globo terrestre; e il nostro globo fisico di roccia è semplicemente il suo deposito inferiore, fisicamente più materiale o concreto. L'uovo aurico del globo terrestre è uno sferoide, o meglio, un ovoide, il cui asse o i poli e l'equatore coincidono con i poli e l'equatore del nostro globo fisico, e ne sono inseparabili. Non solo i poli terrestri sono identici ai poli dell'uovo aurico del globo terrestre ma, più precisamente, poiché l'uovo aurico è inclinato verso il piano dell'eclittica, i poli del nostro globo roccioso sono inclinati identicamente, e i suoi vari movimenti riflettono pedissequamente i movimenti dell'uovo aurico del globo terrestre. In altre parole, il globo fisico segue qualsiasi cosa faccia, sia nei movimenti, inclinazione, ed inversione, l'uovo aurico del globo terrestre.

I segni dello zodiaco hanno la loro reale posizione nei 'reami' o 'regni' o 'segmenti' dell'uovo aurico del globo terrestre, com'è mostrato dai piccoli cerchi del diagramma. Lo sferoide o ovoide aurico che contiene i segni ruota in senso orario nella misura di soli 50" dell'arco in cifre tonde durante una rivoluzione annuale della terra intorno al nostro sole, e naturalmente questa piccola rotazione parziale, di soli 50" dell'arco, crea un piccolo cambiamento nella direzione in cui i poli della terra puntano durante un anno. Quindi, le quattro posizioni della terra nel Diagramma I mostrano lo stesso orientamento dei segni, un orientamento che è cambiato solo nella misura di circa 50" dell'arco in un anno, e non può essere rappresentato facilmente su un grafico approssimativo.

La posizione A indica la posizione dell'eclittica nel periodo dell'equinozio primaverile, quando il sole, se visto dalla terra, sta nel primo punto del segno dell'Ariete — essendo ora questo punto proiettato approssimativamente contro l'undicesimo grado della costellazione dei Pesci; la posizione B mostra la posizione e il periodo del solstizio d'estate, quando il sole si trova nel primo punto del segno del Cancro, ed è proiettato contro l'undicesimo grado della costellazione dei Gemelli; la posizione C mostra le condizioni prevalenti nell'equinozio d'autunno; e la posizione D indica quelle condizioni che prevalgono al solstizio d'inverno.

Diagramma II 

Diagramma II

Ma questo piccolo cambiamento di 50" dell'arco è cumulativo, ovviamente, ed equivale a un grado dell'arco in circa settantadue anni, o a 90° dell'arco in 6.480 anni. Quindi, tornando ora al Diagramma II, se un tempo, in passato, il primo punto del segno dell'Ariete (posizione A) coincideva con il primo punto della costellazione dell'Ariete all'equinozio primaverile, 6.480 (2,160 x 3) anni dopo lo stesso primo punto del segno dell'Ariete coincideva anche con il primo punto della costellazione del Capricorno all'equinozio primaverile (posizione B), a causa del movimento rotatorio dell'ovoide del globo terrestre nella direzione opposta alla naturale sequenza delle costellazioni dello zodiaco celeste. Tra altri 6.480 anni, il segno dell'Ariete coinciderà con la costellazione della Bilancia (posizione C); e fra altri 6.480 anni, con la costellazione del Cancro (posizione D); e il grande anno zodiacale è infine chiuso con un quarto periodo di 6.480 anni, che riporterà lo sferoide o ovoide del globo terrestre alla sua posizione originale riguardo alle costellazioni. Così, si è compiuto un circuito completo dello zodiaco — è trascorso un anno completo o precessionale.

 


Appendice II
LA POTENZA DEL SUONO

Nel mantra dei buddhisti tibetani, Om Mani Padme Hum, Om, il Gioiello nel Loto, il fiore del loto è l'essere umano, l'anima, come pure l'intera costituzione dell'uomo; più precisamente, il suo uovo aurico con i suoi diversi strati di sostanza, ciascuno unito all'altro, come i petali chiusi del fiore del loto. Il gioiello nel loto è il cuore adamantino, il vajradhara, come lo chiamavano gli iniziati dei tempi antichi — un termine mistico che significa la manifestazione attiva del dio interiore, la divina radianza o fiamma, scintilla, che glorifica e vivifica colui attraverso il quale risplende.

Ė una piccola meraviglia che i tibetani di tutte le classi, sia quelli quasi iniziati o semplicemente tra le vaste file della popolazione, abbiano custodito quest'invocazione e la recitino con l'anelito spirituale che sorge nell'anima che aspira. Ė un modo di dire, proprio come lo esprime H.P.B., "Io sono in Te, e Tu sei in me." Quando è intonato con una comprensione di ciò che rappresenta e con un anelito del cuore e della mente sempre diretto verso l'unione con il divino interiore, esso ha un forte effetto di purificare i nostri canali del pensiero e di tenere sempre vive le nostre aspirazioni.

Riguardo alla pronuncia e al significato della sillaba mistica OM om o AUM aum :  entrambi i modi di scrivere questa parola in caratteri europei sono corretti, e il significato è identico. La pronuncia, comunque, non è la stessa. OM si pronuncia O-M, ma AUM è A-U-M, perché le due vocali risuonano distintamente, e in entrambi i casi la m risuonata vibra nel cranio. I moderni devoti settari Brahamanici diranno che AUM è l'emblema delle tre persone della triade hindu, Brahmā, Vishnu, e Śiva; ma questo è uno scarno tentativo di spiegare, in quello che potremmo chiamare un modello ecclesiastico, qualcosa di più profondo. A-U-M — ortografia, pronuncia, e suono — è la forma più elevata della parola, ed è forse la più efficace se sappiamo come farlo risuonare appropriatamente; OM è il più semplice dei due, e all'inizio è ugualmente efficace.

La vocale O, oppure il fluido dittongo A-U, combinati con il risuonare della M nel cranio, hanno un effetto particolarmente forte sull'aura umana; e quando l'aspirazione è superiore, e il cuore elevato con riverenza ed amore, e la stessa mente alleata con il sole, l'influenza del 'risuonare della parola' può essere molto grande. Acquieta, calma, e raffina l'intera sfera dell'uovo aurico, cosicché i differenti momenti vibratori in parti separate dell'uovo aurico si riducono ad un'unica armonia. Allora l'afflusso del dio interiore è facile; e, a volte, un uomo riceve la vera ispirazione della divinità.

Gli ebrei avevano una parola di carattere quasi simile, usata dai loro iniziati più o meno allo stesso modo, ed era ̓Āmen — il comune Amen.

Più importante della pronuncia è il suono corretto della parola. In verità esso può funzionare come magia se giustamente eseguito: la pronuncia corretta combinata al suono appropriato con una riverberante risonanza fatta da chi comprende, agisce magicamente. Ė il suono fisico di questa sacra parola che è usato nell'arte della magia pratica solo allo scopo di tranquillizzare gli atomi, nei limiti della possibilità di quel suono. Come abbiamo detto, se pronunciato da chi sa come farlo e che comprende il significato di quell'atto, il suo potere è molto grande; tranquillizza e placa l'intero involucro aurico, e rende più facile il passaggio dell'anima che si libra verso lo spirito e, di ritorno, verso la coscienza umana

Ricordiamo, comunque, che la ripetizione senza senso delle parole non gioverà a nessuno. E uguale valore avrà mormorare preghiere. Cantare inni, intonare canti e far risuonare i mantra sono di per sé inutili. Ciò che è importante è conoscere e, conoscendo, agire.

Per chi conosce, il suono è forse il fattore più importante nelle opere cosmiche. Come H.P.B. ha scritto, "la magia degli antichi sacerdoti consisteva, a quell'epoca, nel rivolgersi ai propri Dèi nel loro linguaggio. . . . essendo il suono il più potente ed il più efficace degli agenti magici e la prima delle chiavi che apre la porta di comunicazione fra i Mortali e gli Immortali."[1] In verità è così. Dobbiamo imparare a parlare il linguaggio degli dèi prima di poter colloquiare con loro; imparare a controllare gli elementali prima di dominarli. Dobbiamo imparare a raggiungere i cuori dei nostri compagni umani prima di poterli aiutare. E bisogna usare il linguaggio che viene capito, sopra qualsiasi altra cosa, attraverso lo strumento del suono, il grande agente magico nell'universo. Poiché ogni cosa che esiste, grande e piccola, visibile ed invisibile, eleva un canto di vita, e questa è la sua vitale nota fondamentale; e se un uomo può risuonare quella nota fondamentale, allora la domina.

Ma diffidiamo della magia nera, e non interferiamo nell'individualità o nel destino di qualcun altro, ma solo di noi stessi. La magica potenza del suono è ampiamente nota. Gli oratori politici, i predicatori nelle chiese, influenzano i cuori e le menti delle masse, e non lo fanno necessariamente a parole, sebbene a volte usino potentemente le parole, ma mediante il suono e l'intonazione.

Coloro che insegnano la Legge, il Dharma, usano comunque la saggezza e la conoscenza che sono state affidate alle loro mani come un credo sacro. Ė con il suono, più che con le parole, che i messaggi della verità e della saggezza sono impressi nelle nostre coscienze attraverso le fessure e le crepe della corazza dell'egoismo personale costruito intorno all'anima.

Potrei aggiungere che i membri della Fratellanza agiscono incessantemente come Muro Protettore difendendo e proteggendo l'umanità dai pericoli di carattere cosmico e terrestre. Il metodo usato da questi Grandi Esseri è di allontanare con il 'canto' tali pericoli, attraverso l'ākāśa — mediante il suono. Ora, per favore, non travisate queste parole e non immaginatevi una fila di Grandi Istruttori che stanno lì, rivestiti di bianchi abiti, che aprono le loro labbra e gridano e urlano e schiamazzano e strillano, come facciamo qualche volta noi umani, e lo chiamiamo cantare! Il cantare può essere assolutamente senza suono per le nostre orecchie, ma è un canto, un canto del quale hanno parlato i mistici, che fa scomparire come per incanto il male — incanto qui significa cantare, canto, allontanare con il 'canto.'

Ora, quali sono questi pericoli? Non dobbiamo pensare neanche per un momento che siano solo materiali. No; sono di molti tipi: spirituali, intellettuali, psichici, astrali, fisici. Sono pericoli cosmici che raggiungono la nostra terra dall'esterno, da altri pianeti del sistema solare, e da pianeti morti, la nostra luna in particolare, e la cosiddetta Ottava Sfera o Pianeta della Morte. In verità, sono in costante movimento lungo le circolazioni del sistema solare, fiumi di vite che hanno lo stesso diritto di esistere, come ce l'abbiamo noi; ma ostili verso di noi nella nostra attuale fase evolutiva, o almeno pericolosi, e che, se potessero entrare nell'atmosfera della nostra terra ed interferire su di noi, annienterebbero in una notte la razza umana. Non un solo essere umano sarebbe vivo sulla terra quando viene il mattino.

Noi umani siamo pellegrini, non siamo incatenati per sempre e nell'eternità al nostro globo, non vincolati alla nostra catena planetaria. Siamo transitori, sebbene il nostro soggiorno sia di un periodo eccessivamente lungo, se visto a livello umano. Di conseguenza, vi sono pericoli che nascono anche in questa catena planetaria, e quindi sul suo globo D, che potrebbero essere altamente ostili al benessere dell'uomo se fosse loro permesso di interferire su di noi senza uno scudo o una barriera di sorta. Questi sono i rischi terrestri, e sono di vari tipi e su tutti i piani.

Incidentalmente, uno dei più gravi pericoli che noi umani stiamo affrontando nella nostra epoca sono le manie psichiche che stanno sommergendo il mondo, distraendo le nostre menti e distogliendoci dai pensieri dello spirito, della spiritualità. Questo è un pericolo psichico, che è pieno di insidie, perché potrebbe indurre in errore le anime umane.

Ma ricordiamo sempre che siamo protetti dal canto, dal suono, anche se i suoni più potenti sono quelli che non udiamo. I suoni che l'orecchio umano può percepire, a causa delle sue attuali imperfezioni, non sono che una piccola parte delle ottave vibratorie. Il suono non udibile è di gran lunga più grande. La Musica delle Sfere, ad esempio, è così immensa, che le nostre orecchie non possono percepirla. Ogni minimo atomo canta la sua nota fondamentale della vita, quando è in esistenza. Così è mediante il suono, inudibile per noi, che esso si sviluppa; è così che, mediante il suono, per noi inudibile a causa della sua magnitudine, che i pianeti e i soli seguono il loro sentiero del destino, e tessono la loro rete d'esistenza e così crescono per le grandi cose.

Il suono è una forma d'irradiazione. L'irradiazione non è altro che una forma di suono. Non era un parlare a vuoto quando alcune vecchie popolazioni dell'Europa ci tramandano che i loro antichi maghi allontanavano le tempeste con il canto, allontanavano le malattie, arrecavano agli uomini la salute mentale e fisica, e li indirizzavano al bene e alla saggezza.

 


Appendice III
LE QUATTRO STAGIONI SACRE

Vi sono quattro periodi dell'anno che, dal punto di vista delle cerimonie iniziatiche, sono considerati particolarmente sacri: il Solstizio d'Inverno, l'Equinozio di Primavera, il Solstizio d'Estate, e l'Equinozio d'Autunno.

Una delle maggiori fasi dell'antico Ciclo iniziatico ha sempre avuto luogo ogni anno, durante il periodo del Solstizio d'Inverno. Al tempo dell'Equinozio di Primavera, o durante il periodo pasquale, vi è un'iniziazione che, in un certo senso, è più sacra e sublime persino di quella del Solstizio d'Inverno. Vi è un altro Ciclo Iniziatico al tempo del Solstizio d'Estate, che, per un verso, è il più elevato di tutti i quattro; e il quarto è durante il periodo dell'Equinozio d'Autunno, ed è a questo che voglio accennare, perché di tutti i quattro è il più sublime.

Può essere utile sottolineare che queste quattro cosiddette Stagioni Sacre sono in diretta, e quindi necessariamente intima, relazione con i quattro Mahārāja definiti da H.P.B. nella Dottrina Segreta come i guardiani dei 'quattro quartieri dello Spazio.' Ora, l'anno, nel suo girare o ruotare, passa misticamente per la mente attraverso i quattro diversi 'quartieri dello Spazio,' e quando i quattro punti dell'anno, che sono le quattro Stagioni Sacre, raggiungono questi 'quattro quartieri dello Spazio,' i poteri occulti e le forze sono in questi momenti inquadrati per i corrispondenti effetti di derivare quelli che sono pronti.

Il Solstizio d'Inverno è la nascita mistica dell'individualità, del Buddha interiore. In alcune paesi è chiamato l'Iniziazione nel sole. Nei paesi mediterranei, verso l'inizio dell'Era Cristiana era chiamato la nascita del Cristo.

Una determinata congiunzione di due pianeti, Mercurio e Venere, con la Luna e la Terra, permette il passaggio, lungo le mistiche circolazioni del Sistema Solare, di grandi forze spirituali che hanno origine nel Sole; e l'aspirante umano, intraprendendo questo percorso di prove iniziatiche, o fallisce, o risorge dalla sua trance coperta letteralmente dal Sole Misterico, avvolto come in una gloria dallo splendore del Buddha interiore, il dio dentro di noi. In alcuni casi questo rivestimento di gloria rimane per molti giorni. Di solito, comunque, non è che una fase di passaggio. Ma colui che ha attraversato questo evento molto santo nella storia mistica umana, da quel momento vive e lavora tra gli uomini come uno che ha, in verità effettivamente, incontrato il suo dio interiore faccia a faccia, ed è quindi chiamato un Buddha o un Cristo.

Prendete per favore queste affermazioni come verità letterali, e non come espressioni metaforiche. Ogni essere umano è un bambino del Sole, un Figlio del Sole; e questa, la più sacra delle iniziazioni, è semplicemente l'alleanza di se stesso con il dio del Sole, e per tutto il periodo l'aspirante diventa onnisciente perché allora la sua coscienza è universale.

Da allora in poi nello stesso anno, o ugualmente in un anno futuro, al tempo dell'Equinozio di Primavera, l'aspirante entra nell'attività spirituale attiva, e muore per il mondo degli uomini. Nel Ciclo Iniziatico d'Estate, l'iniziazione è quella che si riferisce a lui come un lavoratore individuale nei ranghi dei Guardiani; e se supera con successo quella Prova, gli è assegnato il proprio compito nel mondo degli uomini.

Al tempo dell'Equinozio d'Autunno l'aspirante rompe completamente con l'esistenza materiale ed è attirato dalla sua Stella Madre, nella quale si ritira.

Il più santo di questi quattro periodi iniziatici, per quel che riguarda i chela, è quello del Solstizio d'Inverno, perché in quell'occasione l'uomo diventa il 'Cristo risorto' — la nascita del Cristo fuori dall'uomo, e questa è la nascita mistica. Al tempo dell'Equinozio di Primavera l'aspirante assume il suo compito, non più nel mondo degli uomini ma nel mondo degli spiriti cosmici che appartengono al nostro sistema solare e, più in particolare, che appartengono al nostro pianeta, la Terra. Al tempo del Solstizio d'Estate, gli vengono assegnati suoi compiti come un Salvatore o un Soccorritore degli uomini; e al tempo dell'Equinozio d'Autunno — egli 'va oltre.'

Quando uno di questi Cicli Iniziatici si apre, devono prevalere le appropriate condizioni astronomiche. Deve esserci la luna nuova, in modo che l'Iniziando voli per la sua via attraverso piani e sfere durante i quattordici giorni di luna crescente. Al momento di un totale eclisse solare, quando coincide con il periodo di uno o dell'altro dei solstizi o equinozi, ha luogo l'Iniziazione maggiore. Si pensa che la condizione ideale prevalga quando la camera dell'iniziazione è entro il sentiero dell'ombra della luna quando passa sulla terra.

 


Appendice IV
H.P.B.

Vi è ancora un altro aspetto della dottrina dell'Avatāra che spiega la meraviglia psicologica che era H.P.B., e ora vi darò una parte sostanziosa di un discorso tenuto a Visingsö, in Svezia, nel 1931, per commemorare il centenario della sua nascita:[2]

Qualche teosofo può immaginare, per un solo momento, che H.P.B. venne nel mondo occidentale per caso, fuori dalle leggi della Natura e dalla rigida concatenazione di causa ed effetto che producono ogni cosa nel dovuto ordine? H.P.B. venne in obbedienza ad una legge, una delle leggi della Natura, perché era tempo che lei venisse, uno della serie degli Insegnanti che vennero in certi periodi stabiliti attraverso le epoche, un Insegnante dopo l'altro, e sempre quando il momento è giusto e maturo, e mai per scelta. H.P.B. era uno degli anelli in quella che gli antichi Iniziati greci chiamavano la Catena di Hermes, la Catena d'Oro, in rapporto al passaggio di una luce e di una verità mistica ed esoterica. Come una di queste successioni seriali di Insegnanti, ella venne nell'ordine ritmico delle leggi che controllano il nostro pianeta. In verità, venne all'inizio del Ciclo Messianico di duemilacentosessanta anni e alla fine del precedente ciclo con lo stesso nome. Era il Messaggero per la sua epoca, cioè, per l'epoca futura.

In un certo senso, molto vero ma poco noto, lei era un Avatāra — un Avatāra di un certo tipo o genere, perché vi sono molti tipi di Avatāra. Ogni Insegnante, uomo o donna che sia, che viene ad istruire l'uomo comprende non solo il suo corpo, e un insolito apparato psicologico ereditato, ma a volte ugualmente riempito del fuoco sacro di un'Anima più grande, e quindi è de facto un Avatāra di un certo tipo. Proprio come Gesù era un Avatāra di un altro tipo per la sua epoca. Parlando approssimativamente, all'incirca duemilacentosessanta anni prima della nascita di lei, Gesù aprì per l'Europa il particolare Ciclo Messianico che, mentre i suoi secoli si susseguivano l'un l'altro, spinse i paesi europei nelle tenebre del Medioevo. Oggi, più o meno 2.160 anni dopo, un nuovo ciclo si è aperto quando lei nacque, un ciclo ascendente che dovrebbe portare agli uomini luce, pace, conoscenza, saggezza.

Un possente potere venne nel mondo ed agì e lavorò, e la tessitura della rete che lei mise in opera ha giocato un grande ruolo nel produrre le migliori condizioni che troviamo tra noi oggi. H.P.B. era naturalmente una donna in un corpo, ma ad invigorire ed infiammare questo corpo con la sua mente-cervello era il divino Sole interiore, il Buddha interiore, il Cristo vivente interiore. Ma tra questo fuoco divino e il cervello ricettivo e misticamente allenato e addestrato della donna, vi era un apparato psicologico, comunemente definito in linguaggio occidentale come 'l'anima umana,' che nel caso di H.P.B., poiché lei era un Iniziato dell'Ordine dei Buddha di Compassione e Pace — a volte poteva farsi da parte e permettere che nel posto lasciato vacante entrasse 'un'anima umana' di gran lunga superiore anche alla sua, che in larga misura era responsabile delle opere meravigliose che H.P.B. elaborò.

Potete ricordare che nei suoi scritti lei fa spesso una distinzione tra quella che chiama H.P.B. e H.P. Blavatsky; quest'ultima era la donna, il chela, il chela aspirante, che imparava, splendido, nobile, coraggioso. Ma H.P.B. era la mente del Maestro che parlava attraverso di lei: corpo e spirito, una sola entità, poi l'apparato psicologico intermediario, comunemente chiamato 'l'anima,' temporaneamente rimovibile a volontà. Infatti, quando H.P.B. fu inviata come Messaggero, quell'apparato psicologico rimaneva da parte in gran misura. Questo fatto spiega le cosiddette contrarietà e contraddizioni del suo carattere che le persone che tentavano di scrivere su di lei vedevano — e le vedevano molto chiaramente, perché non potevano fare a meno di vederle — ma non comprendevano, per cui spesso la giudicavano male e la fraintendevano. A volte lei era forte e virile, per cui, come dicevano i suoi amici, sembrava veramente come se un uomo incarnato si stesse manifestando attraverso di lei — non un uomo qualsiasi ma l'Uomo. C'era una fiamma divina in lei che a volte s'impossessava, per così dire, del suo cervello — e allora lei parlava come una pizia, come una profetessa, come un oracolo di Delfi. E ugualmente così altre volte, quando era riempita, come Avatāra, dalla fiamma sacra di uno dei Grandi Esseri, e allora era H.P.B.: l'Insegnante, il Saggio, il Veggente, l'Insegnante delle grandi verità scientifiche della natura, che la scienza di oggi sta cominciando a trovare veritiere, l'Insegnante di una grande speranza per l'umanità, il donatore di una Visione agli uomini, l'artefice e l'iniziatrice di una nuova Filosofia-Religione-Scienza per gli uomini. In H.P.B. vi è una meraviglia psicologica, un mistero, perché H.P.B. era un mistero. Lei era quindi un Avatāra del suo genere.

 


Appendice V
I MESSAGGERI DELLA LOGGIA — LE INSIGNIA MAIESTATIS

Fin da quando H.P.B dichiarò che "nessun Maestro di Saggezza sarebbe apparso o sarebbe stato inviato in Europa o in America . . . fino all'anno 1975," si è speculato su che tipo di insegnante o messaggero sarebbe apparso, e se avrebbe lavorato o no all'interno di formali organizzazioni teosofiche allora in esistenza negli ultimi decenni del secolo.
Riportiamo qui sotto la maggior parte delle interpretazioni di G. de Purucker riguardo alla dichiarazione di H.P.B., come le ha impartite ai suoi studenti di esoterismo nel 1930. — Nota dell'Editore

Ė stato affermato abbastanza spesso che il flusso dell'ispirazione proveniente dalla Loggia dei Grandi Maestri era cessato con la morte di H.P.B., e che non vi sarà alcun ritorno di quel flusso d'ispirazione e luce finché verrà il Maestro di cui lei parlò, che verrà verso l'inizio dell'ultimo quarto del secolo. Questa idea è completamente sbagliata.

Tutti voi conoscete indubbiamente il seguente passaggio tratto da "First Preliminary Memorandum" di H.P.B., rilasciato da lei nel 1888 ai membri della Sezione Esoterica.:

" Ogni membro deve sapere, inoltre, che il tempo per quest'inestimabile acquisizione è limitato. La scrittrice oggi è vecchia; la sua vita è pressoché consumata, e lei può essere richiamata in "patria" in qualsiasi giorno e in qualsiasi momento. E se il suo ruolo sarà ricoperto da qualche altro più degno e più istruito di lei, rimangono ancora pochi anni alla scadenza dell'ultima ora — cioè, fino al 31 dicembre del 1899. Coloro che non avranno approfittato dell'opportunità (data al mondo in ogni ultimo quarto di un secolo), coloro che non avranno raggiunto un certo punto di sviluppo psichico e spirituale, o quel punto da cui inizia il ciclo dell'adeptato, da quel giorno — non avanzeranno oltre la conoscenza già acquisita. Nessun Maestro di Saggezza dell'Oriente apparirà o qualcuno sarà inviato in Europa o in America dopo quel periodo, e gli indolenti dovranno rinunciare ad ogni possibilità di avanzamento nella loro attuale reincarnazione — fino all'anno 1975. Questa è la Legge, perché siamo nel Kali-Yuga — L'Età Nera — e le limitazioni in questo ciclo, i cui primi 5000 anni termineranno nel 1897, sono grandi e quasi insuperabili."

Con poche parole di aiuto, vorrei puntualizzare che H.P.B. stava scrivendo in un periodo critico nella storia della Società Teosofica; e che inoltre si stava rivolgendo ai suoi Esoteristi. Affermò molto chiaramente che presto sarebbe morta. Ne diede un accenno così ampio che pochi l'hanno notato, così esteso che è passato inosservato, così profondo che nessuno lo ha percepito, nel senso che qualcuno avrebbe preso il suo posto. Richiamò l'attenzione al fatto ovvio che coloro che, appartenendo alla Sezione Esoterica, non avevano raggiunto una certa fase del loro sviluppo interiore, della comprensione; in altre parole, come l'aveva formulato, quelli che non avevano messo piede sul sentiero che portava all'Adeptato, erano indolenti e avrebbero dovuto attendere e aspettare il loro momento, non solo ottantacinque o novantacinque anni ancora, o quale che potesse essere il numero degli anni dal momento in cui lei scriveva, diciamo il 1980; ma avrebbero dovuto aspettare il loro momento forse fino alla vita successiva.

Nessun Maestro di Saggezza apparve prima della venuta di H.P.B., né mentre lei era viva, né è venuto dopo la sua morte; ed è molto improbabile che qualche Maestro di Saggezza appaia pubblicamente fino alla prossima grande epoca di rinnovamento spirituale — e penso che questa grande epoca non verrà così presto come il 1975. I Messaggeri, comunque, verranno regolarmente, fintanto che il 'collegamento sarà ininterrotto.' Ma, come puntualizza H.P.B., nessuno fu 'inviato' in Europa o in America mentre lei era viva o dopo la sua morte. E perché dovrebbe venire un tale messaggero? Come lei stessa sottolinea, in sostanza: qualcuno mi seguirà in tutta probabilità:[3] Per voi, il vostro tempo per apprendere queste preziose verità, è ora.

Scrivendo a quelli che allora erano i suoi esoteristi, scriveva alle persone del futuro che sarebbero diventati esoteristi venti, trenta, quaranta o cinquant'anni e più da quando lei era morta. "Se voi non afferrate le vostre possibilità ora che io scrivo — Io, una donna malata e agonizzante che presto se ne andrà — voi non imparerete da me!" Certamente no.

Nessun Maestro di Saggezza verrà o qualcuno sarà mandato in Europa e in America come fu mandata H.P.B. Una volta sola in un secolo è sufficiente per propagandare in quel mondo. Stabilito il collegamento, e fatte le connessioni tra la Grande Loggia e il mondo esterno, la vita interiore esoterica comincia a fluire e l'insegnamento è dato a coloro che danno la prova di essere pronti a riceverlo — coloro che vengono e bussano alla porta del Tempio.

I Messaggeri non vengono pubblicizzandosi sui giornali. Vengono quietamente e in silenzio, non con lampi e squilli di trombe. Il loro messaggio è rivolto ai cuori degli uomini, a coloro che sono pronti in qualsiasi momento; non per chi si è trascurato. I Maestri di Saggezza e Compassione sono sempre solleciti e aspettano sempre e sempre lavorano. La porta non è mai chiusa a quelli che hanno messo piede sul sentiero. I Grandi Esseri lavorano senza sosta tra gli uomini, ininterrottamente; e così hanno fatto per ere. Chiunque abbia intrapreso il sentiero, che mostri il sia pur minimo bagliore dello Splendore Buddhico, è protetto, guidato, aiutato; e se egli ha successo, è finalmente accolto nella Fratellanza.

I Maestri continuano a lavorare con costanza nel silenzio; e supporre che il loro lavoro, la Società Teosofica nel mondo, e la Sezione Esoterica che fondò il loro Messaggero H.P.B., siano lasciati senza guida e luce è una mostruosa perversione della verità.

Né accadrà che un Maestro di Saggezza che sarà un particolare Messaggero appaia o si metta al lavoro (non è necessario che 'appaia') durante l'ultimo quarto del secolo.

Tuttavia, per timore che le mie parole vengano fraintese, vi esorto a testimoniare nei documenti quello che ora sto per dirvi. Non siate troppo solerti a ricevere chiunque possa venire con semplici pretese. Non siate troppo solerti a rifiutare chiunque possa essere in grado di insegnarvi. Non fissate le vostre menti su un certo tipo particolare di Insegnante o Messaggero; poiché c'è un'alta probabilità di indovinare in maniera erronea. Siate svegli, state all'erta, siate seri, siate devoti, siate leali e costanti, siate compassionevoli, sappiate perdonare, sappiate amare, coltivate le virtù. Allora, quando comincia il nuovo tentativo alla fine di questo secolo, sarete un buon materiale su cui lavorare se siete ancora vivi, e saprete trasformarvi in maniera più pura.

Perché io vi dico, e vi avviso, che con tutta probabilità vi saranno affermazioni contrastanti. Saranno citate anche queste mie parole. State svegli, preparati; coltivate la visione interiore, la luce interiore.

Né il lavoro di questo speciale Messaggero — che probabilmente non sarà superiore a quelli che già sono venuti, ma la cui opera sarà particolarmente precaria e difficile, e che meriterà tutta la vostra devozione e il vostro aiuto — comincerà necessariamente nel mese di gennaio del 1975. Ricordate che egli potrebbe anche non cominciare il suo lavoro esattamente nel Nuovo Anno 1975, o nel nostro Nuovo Anno esoterico. Potrebbe iniziare un po' prima o un po' dopo, o molto prima o molto dopo. Ma il suo lavoro si svolgerà durante l'ultimo quarto di questo secolo.

Per quanto riguarda la venuta di questo Messaggero, vi è un pericolo nel costruire una concezione troppo idealistica e troppo elevata di chi e che cosa il Messaggero sarà — poiché il suo lavoro troverà molti ostacoli e impedimenti se tra i teosofi del periodo in cui egli verrà vi sarà il concetto, la nozione e l'idea che una divinità incarnata è venuta per camminare sulla terra ed insegnare agli uomini. Troverete che egli sarà — quelli tra voi che saranno ancora vivi — un individuo tranquillo, semplice, gentile, devoto, il quale sarà naturalmente pienamente preparato e idoneo al lavoro che dovrà fare. Né è probabile che egli sarà più grande o più avanzato dei Messaggeri che sono già venuti.

Non ho nessun diritto di dirvi qualcosa di cui nemmeno io sono sicuro, ma penso che il Fratello Judge aveva perfettamente ragione quando suggerì che è molto probabile che la stessa H.P.B. sarà il nuovo Messaggero che ritornerà alla fine di questo secolo. Penso che sarà H.P.B., o meglio, l'anima-spirito che nella sua ultima incarnazione era conosciuta come H.P.B.

Nel 1889, William Q. Judge, che a quel tempo era segretario di H.P.B., scrisse quanto segue:

"Se riusciremo a portare nel migliore dei modi la Società Teosofica nel ventesimo secolo, vi è una grandissima possibilità che, dopo la nostra morte, potremo trasmetterla così com'è, pura e libera da dogmi, a questi successori, e tenerla in esistenza fino al prossimo ciclo di venticinque anni. In quel periodo verrà un altro messaggero. Secondo la mia opinione, egli sarà lo stesso essere che ora dirige i nostri sforzi. In un tale evento sarebbe pronta, per il suo ulteriore lavoro, una Società che potrebbe essere pronta e adatta alle grandi cose più di quanto lo sia la nostra attuale S.T., e se è così, tutti i nostri sforzi saranno coronati da successo. Se, al contrario, i membri ora falliscono, allora grande sarà la responsabilità di ognuno di loro. In prospettiva, è previsto che la Sezione si adopererà a diventare la vita e il centro del Movimento Teosofico, in modo da poter portare lo spirito e il genio del Movimento attraverso i settantacinque anni che cominceranno all'incirca nel 1900. Se tutto questo si avvererà, allora, nel 1975 ci sarà uno strumento a portata di mano per il Messaggero che ritorna, da usare durante gli ultimi venticinque anni, invece di doverlo costruire nuovamente tra contrasti e discordie come quelli che hanno circondato H.P.B. per quindici anni. Ora, ne La Chiave della Teosofia, lei afferma chiaramente che la forza e il potere di questa Sezione ideale non poggerà tanto sulla conoscenza occulta a livello tecnico dei membri, quanto sullo sviluppo spirituale, abbinato al comune buonsenso, che essi avranno ottenuto. . . . .
Lasciamo allora che tutti quelli che leggono questo rispondano alla chiamata. Si richiede un sacrificio mentale, un abbandono del sé, una rinuncia completa, una devozione totale a questa causa. L'altruismo deve diventare la linea delle nostre vite, perché solo con questo può essere raggiunto lo scopo prefisso, Non siamo associati a questa Sezione per il nostro profitto individuale, né per la gloria di H.P.B., né per creare nuovi misteri e dogmi, ma soltanto perché gli uomini e le razze degli uomini dopo di noi possano diventare fratelli, come dovremmo essere. — Suggestions and Aids

La cosa importante è che egli verrà in un periodo ciclico e sarà molto aiutato dall'inizio di quel periodo ciclico, un periodo molto breve ma molto interessante in ogni secolo; e quindi H.P. Blavatsky, e ogni Messaggero che lo precede, lo indica come un periodo importante. Coltivate l'amore nei vostri sé, e comprenderete l'amore che egli vi darà. Coltivate nei vostri cuori il perdono, e comprenderete allora il perdono che scaturirà da lui a voi. Siate sinceri e riconoscerete la verità quando la ascolterete; e riconoscerete la sua verità quando egli arriva.

Nel vero Esoterismo non si suppone mai che un'investitura come questa avvenga mai in modo ordinario, tramite carta e inchiostro, o tramite la stampa, o tramite nastri e sigilli e certificati notarili, ed altrimenti. Quel metodo è infantile. Tali documenti possono essere distrutti o dimenticati, messi da parte o perduti. Il metodo è davvero molto incerto — troppo incerto. Il Successore è riconosciuto dalla sua vita, dai suoi insegnamenti, e dal modo in cui il suo predecessore lo ha trattato. Potrebbe esservi, in aggiunta a tutto questo, una dichiarazione, scritta o orale, o potrebbe anche non esserci, ma la dichiarazione scritta o orale non aggiungerebbe neppure un minimo d'importanza alla realtà.

Una situazione strana e curiosa; e qualcuno di voi potrebbe dire che è una situazione rischiosa: "Come dobbiamo riconoscere?" La situazione di solito è lasciata deliberatamente come ve ne ho parlato io. Pensare all'argomento. Supponiamo che un Mahâtman venga da voi con un documento legalmente valido con un sigillo rosso o blu, e con un nastro sigillato di colore blu o nero sulla carta, la leggenda sulla carta dice, o con parole simili a queste: "A tutti coloro che possono essere interessati: Sia noto che Io, il Mahā-Chohan di Śambhala, con la presente certifico che — il mio agente è pienamente autorizzato a fare questo tale lavoro nella Società Teosofica, e ad essere il successore così e così nella Sezione Esoterica." Cosa pensereste? Il vostro primo istinto sarebbe forse divertito. Il secondo sarebbe sospettoso.

D'altro lato, considerate un uomo che viene tra di voi, o che è stato tra di voi: è tranquillo, non invadente, gentile, forse nel corso degli anni lo tenete sottocchio; vedete che egli non rappresenta alcun pericolo, che è uno studioso, che è gentile, che è uno che perdona; che vive la vita così come voi la conoscete; che è fedele al dovere, e che realizza tutte le regole e le norme della stazione della vita in cui il karma lo ha collocato. Lo sentite parlare. Potete essere colpiti da quel che dice, oppure no, ma siete colpiti almeno dalla sensazione che egli sia un uomo onesto. Allora, quando arriva il tempo, realizzate subito che le cose sono in mano sicura, che vi è forza in quell'uomo, forza di giudizio, forza di volontà, che vi è saggezza, conoscenza, potere spirituale. In altre parole, siete profondamente coscienti che le insegne della realtà e dell'autorità sono nell'uomo stesso. Chi dei due scegliereste allora di seguire: l'uomo che viene portando un documento, o l'uomo che riconoscete?

Ricordate anche che i Servitori della Loggia vengono silenziosamente e silenziosamente se ne vanno. Lavorano silenziosamente e silenziosamente vivono. Qualsiasi cosa facciano, per quanto pubblica possa essere, a qualsiasi livello, grande, piccolo o apparentemente insignificante possa essere, in cui essi lavorano, qualsiasi cosa facciano, porta un marchio di potere e di capacità.

Scrivo in questo modo con grande deliberazione, perché sta arrivando il tempo futuro in cui sarete obbligati a dover fare la vostra scelta — e contrassegnarvi. Non dico che dovrete farlo. Può essere che gli eventi seguiranno un altro sentiero. Nei limiti delle mie possibilità voglio mettervi al corrente su come le cose vengono condotte nella Vita Esoterica.

H.P.B. portò qualcos'altro se non lei stessa? No: lei stessa ne era la prova. Se H.P.B. fosse apparsa nel mondo con un documento formalmente autenticato ed attestato, che certificava il suo status di Messaggero della Loggia, in qualche modo sarebbe stata più grande di quanto fosse? La risposta è ovvia. No. H.P.B. provò ciò che era con quello che era in se stessa.

Nel mondo esteriore, e fuori dalla Grande Loggia, vi è questa successione di Insegnanti, che si susseguono l'un l'altro in ordine seriale — chiamati in Sanscrito i Guru-pāramparya, cioè i Guruparamparā — ciascuno autorizzato a insegnare, ciascuno capace di insegnare, e ciascuno che quindi insegna. Ma questa successione continuerà o sarà — anche se temporaneamente — spezzata? Se il richiamo della vostra anima è abbastanza forte, e se l'appello delle vostre menti è sufficientemente sincero, la linea di successione continuerà, e durerà se queste condizioni avranno il sopravvento, attraverso le ere future. Se questo [non] accade, allora rinnovate l'appello. Se il richiamo è abbastanza forte e sincero, sarà ascoltato.

Nessun Insegnante ha mai trasmesso quella che i mistici e gli occultisti chiamano la Parola Vivente e Conoscenza — in altre parole, l'autorità nella linea di successione degli insegnamenti e degli Insegnanti, linea di successione che prevale sempre in ogni vera Scuola occulta — con una documentazione meramente formale. Il Successore è la prova di se stesso; e una volta che voi conosciate il vero uomo, niente di quello che è scritto contro di lui, o per lui, da quel momento vi costringerà a cambiare la vostra mente. L'uomo stesso porta in sé le prove della sua alta autorità e della sua elevata missione. Ė solo questione del merito e della condizione spirituale di chi è chiamato dal grido del cuore di coloro che sono bramosi di verità e di una guida spirituale.

 


Appendice VI
NĀRADA[4]

Nārada è qui, là e in ogni dove; e tuttavia, nessuno dei Purâna descrive le vere caratteristiche di questo grande nemico della procreazione fisica. Qualunque possano essere queste caratteristiche nell'Esoterismo Hindu, Nārada — che nell'Occultismo Cis-Himalâyano è chiamato Pesh-Hun, il "Messaggero", o l'Angelos greco, è l'unico confidente ed esecutore dei decreti universali del Karma e di Adi-Budh: una specie di Logos attivo e sempre incarnato, che conduce e dirige gli affari umani dall'inizio alla fine del Kalpa.
"Pesh-Hun" non appartiene particolarmente agli hindu, ma a tutto e a tutti. È il potere misterioso e intelligente che guida, che dà l'impulso ai Cicli, ai Kalpa e a tutti gli eventi universali, e ne regola l'impeto. Egli è l'aggiustatore visibile del Karma su scala generale, l'ispiratore e la guida dei più grandi eroi di questo Manvantara. Nelle opere exoteriche è chiamato con nomi che sono tutt'altro che complimenti; come "Kali-Kâraka," creatore di discordie, "Kapi-vaktra," faccia di scimmia, ed anche "Pisuna," la spia, sebbene altrove sia chiamato Deva-Brahmâ. — La Dottrina Segreta, II, 48, ed. or.; p. 53 online

Nārada, come lo chiamano gli hindu, Pesh-Hun come lo chiamano i tibetani, è nel mondo. Questo agente del destino, che i Cristiani, suppongo, chiamerebbero l'agente della vendetta del Signore, è diffuso in ogni terra. Il suo lavoro karmico è ininterrotto: mietendo affinché quei futuri raccolti possano essere seminati. Ė il terribile agente di quella che i Cristiani chiamerebbero la vendetta divina, e tuttavia Nārada o Pesh-Hun è il più grande amico dell'uomo per coloro che lo riconoscono. Il suo lavoro non è quello del fato, è quello del destino, che l'uomo stesso tesse. Se è un perturbatore delle vie dell'uomo in modo che i decreti della giustizia divina si realizzino, egli è anche il portatore di pace, e il restauratore dell'armonia. Per usare una bella frase ebraica, egli è, in ultima analisi, Nārada o Pesh-Hun, che "asciugherà ogni lacrima."

H.P.B. parla di Nārada, come lo chiamano gli hindu, o Pesh-Hun, come lei lo chiama, un nome che deriva dai tempi degli Atlantiani (egli è conosciuto sotto altri nomi in altre epoche e in altre terre), ma in verità dice molto poco su di lui per la semplice ragione che le sue funzioni in natura sono così difficili da spiegare a un mondo che non è del tutto abituato agli insegnamenti spirituali ed intellettuali della teosofia, per cui indicava proprio certi fatti e lasciava lì l'argomento.

Chi è Nārada, chi è questo Pesh-Hun? In primo luogo, egli è un Rishi, ed è anche un Prajāpati. Prajāpati significa un genitore di progenie; non si dice che tipo di progenie, potrebbero essere i figli nati dalla mente, o i figli nati dal corpo, perché Prajāpati significa l'uno o l'altro. Egli è anche un Manu quando sono coinvolte solo le sue funzioni riguardanti le razze umane. Egli è un Dhyān-Chohan o quello che i Cristiani chiamerebbero un Arcangelo. Naturalmente, questo riferimento non significa molto oggi, perché i Cristiani stessi difficilmente conoscono ciò che s'intende con quel termine. Ma io vi sto dando soltanto qualche nome nei diversi sistemi del pensiero. Nella mitologia greca e latina egli sarebbe un dio o forse uno dei Daimon più alti, spiriti cosmici. Mettiamola così: Nārada è un Dhyān-Chohan, ed anche Prajāpati, a causa di certe funzioni che compie, anche un Rishi o grande insegnante spirituale a motivo di certe funzioni che compie. Anche un Manu, a motivo della sua intima relazione con i destini della razza umana. Ecco perché sono usati questi tre nomi, ciascun nome essendo appropriato alle differenti sezioni della sua attività. Egli è un Dhyān-Chohan superiore agli umani. Mi riferisco alle classi in una diversa categoria. Considerata ogni possibilità della tipologia dei Dhyān-Chohan, Nārada appartiene alla successiva del tipo più elevato.

Quali sono le funzioni di Nārada? Tipicamente, quelle di eseguire il nostro destino karmico. Qui c'è una chiave per tutte le sue attività. Nārada, come un agente individuale o come un'individualità, come un Arcangelo, vede ed effettua ciò che i Lipika hanno scritto. Egli è l'agente del destino karmico. Ne consegue che, proprio perché per noi umani il destino è spesso così spiacevole a causa dei nostri errori e fallimenti passati, a Nārada sono stati dati titoli poco lusinghieri da quelli che hanno visto il suo lavoro nel mondo e nel mondo degli uomini e che non lo gradiscono. Quando lo gradiscono, quando è qualcosa che gli umani amano, allora egli riceve titoli molto lusinghieri: il Benefattore, il Gentile Aiutante, il Guerriero dell'Umanità, il portatore di tutte le cose buone del destino. Ma quando, come agente imparziale ed impersonale del destino karmico egli porta problemi sulla razza umana, allora gli sono dati appellativi non piacevoli, come ad esempio egli è chiamato Kali-Kāra, il Produttore di Conflitti, perché nel corso del destino umano, è il suo lavoro a portare guerra e pace.

Ora potete capire perché H.P.B. ha eluso proprio questa funzione, questo dovere e carattere di Nārada? Ė una questione delicata perché in Occidente non vogliamo credere che il mondo sia guidato da leggi spirituali e cosmiche, né vogliamo credere che le cose orribili che ci accadono siano infallibilmente ed inevitabilmente il destino che noi stessi ci siamo guadagnato. Preferiamo dire: è il suo errore. Questo è il nostro modo di scaricare la responsabilità, e tuttavia mostratemi se qualsiasi cosa vi accada, per quanto possiate rendervene conto, non sia il risultato delle vostre azioni personali. In questo consiste la legge.

Così le funzioni di Nārada sono di agire come agente del karma. Come può farlo? Essendo un Dhyāni-Chohan, non può venire tra di noi e lavorare come fa un essere umano, perché egli appartiene a un regno molto più elevato, tra i veri regni superiori dei Dhyān-Chohan. Ė un agente imparziale e personale del destino. Il suo dovere è di vedere che il mondo sia protetto, che la legge karmica, il destino, sia realizzi indipendentemente dalle conseguenze, perché è l'unico modo di ristabilire la legge, l'ordine, l'equilibrio, la giustizia, la saggezza e la pace finale. Altrimenti la Natura sarebbe un grande accumulo di karma inutilizzato che a volte o nel tempo potrebbe riversarsi sullla razza umana e distruggerla totalmente. Nessuna meraviglia che H.P.B. abbia eluso questa questione.

Come fa, quindi, Nārada a lavorare? A volte egli adombra gli uomini che hanno un appropriato temperamento psicologico, spirituale, intellettuale, ed anche fisico, e agisce attraverso di loro. Questi uomini sono chiamati da H.P.B. gli Uomini del Destino. Possono anche non essere in se stessi degli uomini buoni, che è un'altra ragione per cui Nārada è spesso definito con termini poco lusinghieri. Ma essi sono usati come strumenti e mezzi per eseguire, per far avverare, certe cose che giacciono nel grembo del tempo e devono venire alla luce, e quindi deve esserci un potere spirituale dirigente per vedere che la realizzazione di questi eventi avvenga senza la distruzione totale dell'umanità. Questa è l'opera di Nārada: un protettore dell'umanità e anche un vendicatore.

Gli occidentali sono stati talmente allenati per secoli in un sistema religioso e filosofico che, fin dai primi periodi medievali, è completamente contrario alle realtà della Natura, che abbiamo perso la cognizione di come il mondo sia diretto e governato. Ė governato da poteri altamente spirituali ed altamente intellettuali. Ad esempio, il nostro globo è il globo D della nostra catena. Nessuna cosa accade per scelta, occasionalmente, o fortuitamente. Ogni cosa che accade su questo globo o nel sistema solare o nel sole o nella galassia accade secondo la legge; e ha luogo secondo la legge perché gli agenti della legge, gli agenti del karma, sono lì per renderla stabile, per prevenire, ad esempio, che i terremoti, o i maremoti o i cicloni, infurino all'impazzata e distruggano indiscriminatamente. Comprendete cosa sto cercando di dire? Il destino è saldamente tenuto nelle mani degli dèi; o, come lo parafrasavano i primi Cristiani, una parafrasi che oggi non ha più senso, il mondo è governato da Dio Onnipossente attraverso la gerarchia degli angeli, che è l'insegnamento teosofico emesso in forma cristiana. Questi Angeli rendono effettivi i decreti del destino, e oggi abbiamo dei residui, nell'insegnamento cristiano odierno, di questa antica Teosofia della prima Cristianità, come ad esempio quando essi parlano dell'Angelo della Morte o Angelo del Destino o Angelo della Malattia — o, rivolgendoci al Vecchio Testamento, i quattro Angeli dell'Apocalisse. Potreste chiedere cosa sono essi oggi? Guerra, malattia o pestilenza, fame e morte: ricordate che lo scrittore spagnolo Ibanez scrisse un famoso libro, The Four Horsemen of the Apocalypse. [I Quattro Cavalieri dell'Apocalisse]

Ora, è Nārada che è preposto a queste produzioni karmiche del destino. Nessuna meraviglia che egli sia chiamato Kali-Kāra, il Creatore di Conflitti. Non li crea dal niente, da un desiderio diabolico di danneggiare l'umanità. Egli è semplicemente l'agente del destino karmico che determina, ad esempio, l'infrangersi di condizioni cristallizzate che stanno diventando un narcotico spirituale per l'umanità, o che ferma le cose che stanno minacciando l'umanità. Voi vedete che un insegnamento come questo potrebbe risultare pericoloso se s'insinua nelle menti di uomini irresponsabili o deboli che lo girerebbero per usi personali ed egoistici. Questi uomini non hanno alcun concetto delle profondità e delle complessità delle verità teosofiche, che sono l'arcaica religione-saggezza dell'umanità.

Vorrei chiedermi ancora una volta: che cosa o chi è Nārada? Nārada non solo è l'agente del destino karmico ma è il salvatore dell'umanità, colui che induce il progresso evolutivo dell'uomo, che porta i cambiamenti che tendono verso l'alto a cose più nobili, e ugualmente abbastanza paradossale, il portatore o il ripristinatore della stabilità spirituale ed intellettuale. Poiché non può esserci stabilità quando un'accumulata riserva di karma sta aspettando e minaccia di distruggere la diga e causare indiscriminatamente devastazione e distruzione.

Tenete a mente alcune conseguenze di questi pensieri, che vi renderanno caritatevoli, meno inclini a odiare e offendere gli esseri umani. Prendete come esempio Napoleone, o Giulio Cesare, o Alessandro — tre uomini che, se giudicati con il metro di una comune giustizia umana, sono tre creatori del male perché erano dei sovvertitori, tutti distruttori di accordi e cose stabilizzate. Ma il mondo viveva attraverso di loro, e tuttavia chi erano? Uomini ordinari, ciascuno con un genere particolare, psicologico ed altrimenti, su cui Nārada poteva agire per portare i cambiamenti karmici. In altre parole, Nārada ha la tipologia di Śiva, distruttore e rigeneratore, le sue distruzioni sono sempre positive, egli è sempre dalla parte della libertà, della giustizia assoluta, indipendentemente da qualsiasi cosa, e dalla parte del progresso. Se c'è una cosa che Nārada aborre, è la crudeltà, la crudeltà di qualsiasi tipo, crudeltà verso gli amici o crudeltà verso il nemico. Mettetevi subito sotto l'occhio protettore di Nārada se indulgete su qualcosa che è subumano.

Lasciatemi dire di sfuggita che, se studierete la storia dell'umanità, troverete che i grandi ruoli di Nārada, le grandi attività di Nārada, sono sempre accompagnati o seguiti molto strettamente da una grande manifestazione di vita morale e religiosa. Le maggiori religioni sono sempre fondate nel momento dei più grandi cambiamenti umani. Il lavoro di Nārada è per entrambi. Nārada prepara il terreno, guida l'allentamento del destino karmico, e quasi richiama gli dèi dell'insegnamento per venire lungo il percorso che egli apre.

Qualcuno potrebbe chiedersi se Nārada sia lo stesso Guardiano Silenzioso. No, il guardiano Silenzioso è al di sopra di tutto. Forse potremmo, almeno figurativamente, dire che Nārada è l'aspetto di Śiva del Guardiano Silenzioso. Nārada è un tipo di Logos per questo globo attraverso tutto l'intero kalpa. E quale è la funzione dei Logoi, maggiori o minori? Ciascuno è addetto a guidare i suoi piccoli figli nel futuro del glorioso raggiungimento.

Voglio puntualizzare un altro aspetto. Supponiamo che ci fosse una grande religione mondiale che aveva perduto l'ispirazione mondiale, l'ispirazione teosofica del suo Maestro, del Fondatore, e che era diventata ecclesiastica e teologica invece di continuare ad essere vivente e vitale, un potere controllante spirituale e potente nella vita dei suoi seguaci. Supponiamo che questa religione — uno dei motori più nobili del pensiero e della condotta umana — fosse diventata puro formalismo e rituali, e che vi fossero anche delle diatribe sul fatto che l'insegnamento del Fondatore andasse realmente inteso come l'abbiamo ricevuto. Cosa fa Nārada? Nārada spezza quel guscio e ancora una volta libera lo spirito imprigionato. Naturalmente, vi sono un sacco di problemi. Gli uomini, sulle questioni religiose, sono alquanto fanatici; se tu infrangi i loro credi cristallizzati, essi a volte possono anche diventare quasi dei demoni. Ma Nārada ha in prospettiva un lavoro più grande dei sentimenti meramente convenzionali di tutti questi corifei e i loro milioni di seguaci. Nārada, in questo caso, agisce per liberare e riportare al suo potere ed influenza lo spirito imprigionato e forse dimenticato del Fondatore. Può farlo in uno scontro, in un disastro. O può farlo attraverso anni e anni di lenta espansione e spezzando il vecchio guscio. Nārada lavora in vari modi sempre secondo il destino e sempre nel modo più gentile in cui possa agire, perché egli è un rigeneratore e un costruttore. Questa è la cosa più importante. Qui ne avete un esempio. Ad ogni modo, la religione era diventata un pericolo, una droga. La gente era addormentata. Le anime degli uomini erano così sonnolenti, così negative, come fattori dominanti nella vita umana, che gli uomini effettivamente non erano più veramente rinvigoriti dalle loro anime. Erano poco più che corpi, che seguivano ciecamente solo le pratiche convenzionali. Ma Nārada ri-anima questi uomini. Le loro anime sono risvegliate. Essi cominciano a pensare e a porsi domande. Vogliono lo spirito. Spaccano il guscio; sconfiggono le forme. E abbiamo un grande revival religioso, o una rigenerazione in casi come quello.

Ma, naturalmente, è un processo doloroso. A milioni dei loro seguaci non piace. Le loro fedi tranquille, confortevoli e compiaciute sono rovesciate. Non sanno che stanno cambiando il vecchio vestito sporco per i rivestimenti della vita, dello spirito, cambiando il corpo per lo spirito. Non l' hanno ancora realizzato. Ė solo dopo che il Tempo, l'agente magico, ha alleviato le pene delle avversità, del guscio spezzato, ed ha portato anche quelli che sono feriti a vedere e a dire: "Quella è la cosa migliore che potesse accadere. Ora comprendiamo l'insegnamento del Maestro. Ora la religione è diventata un movimento vitale nella mia anima. Guida la mia vita. Ė qualcosa in cui credere e in cui vivere." Vedete? Questo è il lavoro di Nārada! Ma durante quel periodo, cosa fece Nārada? Egli era un Kali-Kāra, un creatore di conflitti, doveva spezzare il guscio.

E quello è il lavoro anche del Logos, qualunque Logos intendiate, il Logos del nostro globo o della nostra catena o del sistema solare. Ma badate a distinguere tra il lavoro di Nārada e gli uomini malvagi. Gli uomini malvagi possono essere usati da Nārada a fini karmici, e ciò è fatto costantemente, proprio come Nārada usa gli uomini buoni. E state in guardia dal porvi come giudici. Ma la differenza tra l'operato di un uomo cattivo che non è guidato da Nārada e il lavoro di Nārada è questa: l'uomo cattivo lavora sempre per se stesso, l'egoismo personale, la radice di tutti i mali; mentre il lavoro di Nārada, non importa quale ne sia il canale, è sempre per il mondo, sebbene i suoi strumenti umani immaginino che stiano lavorando per i propri scopi. Non sempre possiamo vedere che è lì. Ad esempio, quando Nārada distrugge una grande organizzazione rigenerandola, la rottura del guscio e le torture sofferte da quelli coinvolti sono per essi una tortura, e pensano che sia l'inferno. Ma in realtà non lo è, è una salvezza, ed essi, crescendo, lo comprendono dopo un certo tempo; ma il processo per loro è un inferno. Così dobbiamo essere molto, molto attenti nel giudizio, molto caritatevoli e comprensivi.

Le funzioni di Nārada quindi sono cono così essenzialmente spirituali ed intellettuali, come pure psichiche, che uno studio preliminare della religione-saggezza è alquanto indispensabile per preparare la gente a comprendere pienamente chi sia Nārada e quali siano le sue funzioni nel mondo. Il punto principale da afferrare per primo è che il nostro universo è governato dalla legge e dall'ordine emanato da sorgenti intelligenti e spirituali, e di conseguenza che ogni cosa che accade in quell'universo è sotto l'influenza della legge e sotto la legge di quell'ordine, e quindi non vi è alcuna scelta, che per i teosofi è una parola assolutamente priva di tutto il significato sostanziale; e quindi qualsiasi cosa accada è stata causata — karma. La prima cosa che questo c'insegna è di smettere di ergersi a giudici degli altri uomini. C'insegna di non arrogarci l'intera capacità di condannare gli altri. Non giudicate se non volete essere giudicati. Ma tenete a mente che Nārada lavora così, chiamatelo un Angelo del Destino, un Arcangelo del Destino, o un Dhyān-Chohan, il cui lavoro nel mondo è proprio quello, guidando anche l'umanità e gli altri regni attraverso tribolazioni e sofferenze derivanti dalla propria follia, verso la libertà e la saggezza e l'amore, con la sua immensamente grande mano da amico, verso l'alto e in avanti,attraverso sofferenze e dolore, attraverso gioia e pace, attraverso guerre e conflitti, attraverso la conquista e il progresso, verso l'alto e in avanti, per sempre.


[1] La Dottrina Segreta, I, 464 ed. or.; p. 590 online.

[2] The Theosophical Path, dicembre 1931.

[3] ". . . è dovuto al fatto che è stata mandata da sola nel mondo per preparare gradualmente il cammino agli altri."
—  K.H. in Le Lettere dei Mahatma, p. 203 ed. or.; Vol. I, p. 154 online.

[4] Un messaggio di G. de Purucker del 22 marzo 1942, a Point Loma, California, che in precedenza non era stato incluso in nessuna delle sue opere pubblicate.


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